Azzurra e il nostro strano “rapporto”

Tra tutte le ragazze che lungo gli anni hanno finito con stagliarsi sulle altre e alle quali riesco ad associare un carattere ben definito, quello che si è venuto a creare con Azzurra è certamente il “rapporto” più strano.

Ci conosciamo da ben più di dieci anni ormai, ma ci siamo parlati molto poco. All’epoca avevo avuto già un bel po’ di “esperienze” e ciò che desideravo era trovare una ragazza che “facesse tutto in modo tranquillo”, senza fretta. Richiesta molto comune tra gli uomini devo dire. Avevo in particolare desiderio di una ragazza con cui fosse possibile abbracciarci e svolgere tutta la fase di preliminari in tutta calma. Quindi, dopo aver trovato il suo annuncio sul web, la contattai telefonicamente e chiesi esplicitamente se fosse disponibile a fare dei “preliminari lunghi”. Lei rispose positivamente e fissai un primo appuntamento.

Azzurra è una ragazza rumena che svolge stabilmente la professione nel suo appartamento da almeno più di dieci anni. Credo di esserci andato nei primissimi tempi che aveva iniziato, cosa confermata da alcuni eventi che ora racconterò.

Non ricordo molto del primo appuntamento, che comunque fu molto simile a tutti quelli che seguirono. Scambiammo poche parole di circostanza e, come ho già detto, all’epoca io tendevo a tenere molto le distanze. Al punto che smisi di andare da qualche ragazza quando iniziavamo a parlare un po’. Avevo timore di “innamorarmene”.

Ricordo benissimo che ebbe molta difficoltà a mettermi il preservativo, il che testimonia che la sua esperienza fosse allora scarsa. Ricordo che alla fine mi chiese se mi fossi trovato bene, cosa che mi è successa raramente e che gradii.

Mi ero trovato molto bene e negli anni sono tornato sempre da Azzurra, a volte più assiduamente, in altri periodi molto sporadicamente. Non è una ragazza che fa numeri da porno e tiene moltissimo all’igiene e alla salute. Di conseguenza il rapporto con lei è completamente protetto, orale compreso. Non ci si bacia neppure, anche se ho un vago ricordo che i primi tempi ci fossimo baciati qualche volta, ma probabilmente mi sbaglio. Il fatto che lei imponga così tanti paletti ha i suoi pregi: sicuramente si è tranquilli di avere un rapporto in tutta sicurezza.

Ad ogni modo, il nostro “rapporto” è sopravvissuto per tutto questo tempo nonostante così tanti limiti: oggi difficilmente mi recherei da una ragazza sapendo che non bacia. E paradossalmente mantenendo le distanze. Che è forse una buona metafora del sesso a pagamento: si è estremamente vicini ma allo stesso tempo rimane una distanza incolmabile. I nostri incontri sono stati caratterizzati sempre da lunghissimi abbracci, esplorazione da parte mia del suo (bellissimo) corpo con le mani e con la lingua, orale (protetto) e rapporto (ovviamente protetto) in una manciata di posizioni più o meno fisse. Nel tempo abbiamo introdotto delle piccole varianti che sono poi diventate più o meno fisse: una piccola sessione di foot fetish, la fellatio con lei in ginocchio, sesso in piedi, ecc.

Recentemente lei mi ha chiesto come mai in tutti questi anni abbiamo parlato così poco ed intelligentemente ha aggiunto che non voleva disturbarmi e poi mi lasciava in pace. Si è chiesta se sia dipeso dal fatto che lei abbia parlato poco all’inizio (anche lei è una persona piuttosto riservata) o se non volessi io. Le ho detto che sono timido ma che in generale penso sia meglio così. Non so se in futuro le spiegherò meglio e ci parleremo, dato che non è vero che oggi penso sia in assoluto meglio così. Ma devo ammettere che ho timore il delicato equilibrio su cui abbiamo fondato il nostro “rapporto” possa rompersi.

Immagine di copertina: Édouard Manet. Olympia. 1863

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